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Archivio per la categoria ‘Bell'Italia’

Stranamente affetti

Pubblicato da eccio su Febbraio 14, 2008

Provate uno strano senso di insoddisfazione? Vi sentite depressi perchè non avete di che alimentare le vostre fantasie criminali e carcerarie? Sentite il bisogno di vedere il prossimo episodio al telegiornale e desiderate saperene di più, ma cosa dico, tutto!! sulla coppia del momento? No? Bene! Allora vuol dire che non siete affetti dalla dilagante mania per l’Erba, più comunemente conosciuta come “Olindo-mania”. E sì, che brutta malattia, sfortunati quelli che l’hanno contratta!
A quanto pare nelle ultime puntate sono stati evidenziati strani atteggiamenti, risa e sguardi accattivanti, addirittura un equipe di un giornale locale ha portato alla luce il segreto, la chiave del codice Olindo, utilizzato dalla coppia Rosa-Olindo(per l’appunto) per scambiarsi messaggi da una cella all’altra delle carceri. Tutto ciò ha portato alla scoperta di messaggi passionali e amorosi che potrebbero portare alla soluzione del mistero ( ma che c’è da scoprire??), che potrebbero aiutarci a creare l’identikit psicologico dell’assassino! …. E poi, come non dimenticare l’ultima novità, quella che mi ha spinto a creare questo post, l’incredibile ma cosa dico, il fenomenale, l’unico ed irripetibile “pizzino di San Valentino”! Finalmente la mia curiosità ha nuovamente trovato pace, chissà cosa succederà domani o nella prossima puntata in aula di tribunale! …

… ma andate a ….

questo è quello che penso della vicenda di erba(soprattutto nelle ultime tre parole) trasformata dai media o quello che stanno diventando in relazione al “gossip nero”… un saluto a tutti!

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Imparare e deridere

Pubblicato da eccio su Gennaio 22, 2008

Che bello vedere due politici che si insultano e si sbeffeggiano in diretta nazionale, che sostengono la loro campagna senza chiedere fiducie o parlando male di qualche loro avversario facendogli fischiare le orecchie mentre tutti gli spettatori si lasciano andare ad applausi ed incitazioni da stadio. Se possiamo imparare qualcosa dagli elefanti e dagli asinelli a stelle e strisce, simbolo della campagna presidenziale usa, forse è meglio appuntarselo, così da non dimenticare tutto nel cassetto delle cianfrusaglie. Ennesimo colpo di scena è stata la rottura della tregua fra i due contendenti repubblicani che si sono pizzicati con qualche battuta di troppo (secondo gli americani, per me han fatto solo che bene a dare un po’ di vivacità alla faccenda). Ecco che subito riaffiorano alla mente i dibattitti molto aggressivi dei politici italiani, quelli che parlano all’orecchio dei giornalisti dei loro nemici e dopo qualche giorno si schierano dalla loro parte, imparassero anche i nostri a fare a cazzotti!

Ma oggi voglio introdurre un altro argomento lampo, i “no”. Essì perchè tutti conoscono i manifestanti no tav, no atomico, eccetera eccetera; a quanto pare mi sono arrivate voci che un gruppo di questi manifestanti siano scesi in Campania a protestare, non per i rifiuti che ricoprono le strade, ma bensì per opporsi alla costruzione degli inceneritori e dei termovalorizzatori. Ora, io non posso sapere che cosa questi loschi individui abbiano nelle loro teste e che cosa si fumino prima di andare a dormire e mentre fanno colazione ma di una cosa sono sicuro, dell’ambiente e dell’ecologia che vogliono proteggere, secondo me non hanno capito una mazza.

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I nullafacenti

Pubblicato da eccio su Gennaio 16, 2008

Andremo oggi a mettere nello stesso insieme due soggetti, Mastella e Oscar Pistorius, e una pluralità di soggetti, i dipendenti pubblici. Iniziamo allora da quest’ultimi, i lavoratori statali, per intenderci quelli che lavorano al comune o in altri enti pubblici, pare che si ammalino circa sei volte rispetto ai lavoratori dipendenti. A quanto possiamo osservare sembra proprio che il bighellonaggio durante la giornata lavorativa sia una caratteristica del loro concetto di lavoro, prendono il caffè, fanno shopping o semplicemente passeggiano insieme ai colleghi nel primo pomeriggio. Al telegiornale uno di questi durante l’intervista ha dichiarato all’epilogo di una frase “[...] ma allora noi dobbiamo chiederci perchè i lavoratori dipendenti quando stanno male restano in ufficio?”. Allora caro ragazzo, quando tu decidi di star male e te ne vai a casa, quelle ore ti vengono pagate, mentre un normale lavoratore se si assenta in qualsiasi momento della giornata vede scalarsi dallo stipendio parte della retribuzione. Poco piacevole penso, soprattutto perchè il giorno dopo si ritrova un po’ di lavoro in più di te e quelle ora deve recuperarle, non come te che devi fare due telefonate e un 2+2 in 6 ore.

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Altro caso è quello di Mastella, il ministro della giustizia si è dimesso perché il suo stesso ministero ha disposto gli arresti domiciliari per il presidente del consiglio regionale della Campania, nonché sua moglie. Dopo un “commosso” intervento in parlamente dove ha dichiarato che per lui la famiglia e il suo amore sono più importanti del potere politico, ha dato le sue dimissioni. Inutile il tentativo di Prodi e di alcuni parlamentari di persuaderlo, anche lui ha deciso di andare a godersi per qualche tempo la bella vita del nullafacente.

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Per rimanere in tema di nullafacenteismo (sarà giusto?) rivolgiamo infine la nostra attenzione su Oscar Pistorius, l’atleta paraolimpico non potrà partecipare alle regolari olimpiadi di Pechino in quanto uno studio ha giudicato le sue protesi in grado di superare le più semplici e potenti gambe di un velocista dei cento metri. Insomma, lo hanno trasformato in un cyborg in grado di correre più veloce di tutti, giustificandosi dicendo che il dispendio minore di energie gli garantisce un passo gratis ogni 4 fatto da un atleta normale. Non spingiamoci a giudizi affrettati, in materia etica non so fino a dove ci si possa spingere per commentare la notizia, fatto sta che anche Oscar non avrà molto a fare.

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L’oro che puzza

Pubblicato da eccio su Gennaio 12, 2008

“La vera munnezza è quella che tieni sotto i piedi, non quella che senti sotto il naso”. Forse è stata questa la frase più significativa dello spettacolo teatrale del libro di Saviano “Gomorra” che sono andato a vedere ieri sera con la scuola. Come sappiamo i rifiuti italiani vengono comprati dalla Germania per essere smaltiti e trasformati dai loro 71 impianti in energia che noi compriamo. Loro ci guadagnano due volte e noi ci facciamo fregare altrettante… vabbè. In ogni caso l’Italia non è il fanalino di coda del mondo, perchè la centrale energetica di Brescia, quella gran torre che si vede dall’autostrada, è invidiata da molti stati per il suo grado di efficienza, anche se parte dei rifiuti “tossici”, che non sono altro che l’escremento del processo di trasformazione energetica dei rifiuti, sparisco ogni tanto per magia. La domanda retorica è “ma dove vanno a finire?” Bè in parte vengono esportati (chissà dove) e in parte vengono mandati a Napoli da cui ripartono per essere seppelliti in tante piccole montagnole nel tratto che va da Caserta al capoluogo campano.

Per i manager campani l’immondizia è oro, la puzza dei fazzoletti usati al nord per lavare le mammelle delle mucche diventa denaro liquido dopo che essi vengono seppelliti sotto terra. E’ un sistema di business, che ogni anno uccide più di 100 persone. Un sistema dove i camorristi alla domanda “perchè non avete mai ucciso un magistrato, come la mafia fa a Palermo?” Loro rispondono semplicemente “Non ci serve a niente uccidere un magistrato, qui non ha potere, noi siamo uno stato”.

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I “bidoni”

Pubblicato da eccio su Gennaio 6, 2008

C’era una città, o meglio ancora, una regione intera che si trovava quotidianamente a discutere di problemi ecologici. In questo luogo tutti cercavano di puntare il dito verso qualcuno, qualcuno che potesse essere veramente incolpato del problema. Ma a furia di perdersi in promesse e dilungarsi in stupidaggini burocratiche, il tempo scorreva ed i sacchi neri iniziavano ad ammassarsi, il loro odore cominciava a tormentare le narici dei cittadini. In quei giorni quelle persone avrebbero dovuto svegliarsi, aprire la finestre e sentire una lieve nota di arbre magique infestargli l’apparato olfattivo, ma a quanto pare così non è stato, anzisi sono visti anche piccoli focolai di protesta e scontri con le teste di cuoio, peccato perchè penso che Napoli sia una bellissima città. Questa situazione sporca un pò l’immagine dell’Italia, peccato però che sia la nostra stessa nazione la cuasa del suo male e non solo per colpa di questo governo, come viene facile di dire, ma da una somma di molti fattori. Non so quanto tempo debba ancora passare e quanti cassonetti debbano ancora essere incendiati prima che qualcuno si accorga di essere nel cacatoio per eccellenza d’Italia. Con queste parole non voglio assolutamente occupare la figura di razzista del nord, ma voglio far riflettere su quanti giorni siano passati dall’alba di questa storia e su quanti passi in avanti fatti la gamba sia stata infine tirata indietro. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona o forse, c’è qualcuno che cerca di non far funzionare le cose. Fatto sta che quando uno ci pensa non vede altro che una situazione di stallo dove tutti sono turbati e arrabbiati, ma se andassimo a fare la domanda al singolo esso metterebbe gli occhialoni a visiera e ci direbbe “bene bene!”

Se qualcuno fosse interessato o per qualsiasi cavolata vi do questa nuova mail (anche se la possiedo da tempo) che serve epr le mail no spam. alessio.tosi@fastwebnet.it

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Gli snobbati

Pubblicato da eccio su Dicembre 14, 2007

Il popolo italiano è un popolo di snobbati, siamo depressi e malinconici, insensibili e buffi. Era nei primi servizi dei tg ieri e oggi è sulle prime pagine dei giornali il risultato dei sondaggi fatti sulla felicità degli italiani da parte degli altri stati, non che loro in certe occasioni non debbano proccuparsi. Il nostro bel paese è ammirato, bello ma gli abitanti sono infelici, si lamentano sempre di tutto e di tutti, come se il pensiero dei lavoratori del ‘700 durante la rivoluzione industriale uscisse dalle menti sfruttate dei proletari. Una protesta unica che non si accontenta di nulla, insaziabili e tenaci nel combattere le istituzioni ma così fragili nel rassegnarsi.

Carta canta che a quanto pare la vita continua e nussuno ci rinuncia, anche se è vero che ribellarsi da soli contro il sistema non porterebbe a nulla, anzi verresti più che mai snobbato. In fondo essere oggetti di questa vita non dispiace, la perfezione esiste solo nei cartoni animati e nei sogni, che a volte sono però in grado di farci notare attraverso l’irrealtà che cosa ci ossessione nel suo opposto. Allora, visto che siamo stati così bidonati a livello sociale dai nostri vicini e dai nostri amiconi americani, facciamogli vedere che le palle le abbiamo ancora.

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Sicurezza e cadute

Pubblicato da eccio su Dicembre 9, 2007

Andiamo oggi a trattare due argomenti che possono essere presentati e conclusi in simil modo, la sicurezza nel lavoro e la caduta del governo. Di entrambi se ne parla da tempo e spesso ma la soluzione non l’ha trovata alcuno. Il verificarsi di episodi come quello dell’acciaieria Thyssen di Torino, dove le vittime aumentano ogni giorno che passa, non fanno altro che alimentare il dibattito. Lavorare in un impresa o in una fabbrica si rivela spesso fatale, si tende a soffocare i costi il più possibile per avere maggiori guadagni, fregandosene di dare garanzie al mezzo che ti permette di fare quattrini, l’essere umano, con il rischio un giorno di perdere tutto, anche la reputazione che ancora non hai. Perchè lo affianchiamo al fallimento del governo? Semplice, perchè ogni giorno sarà l’ultimo per il presidente del consiglio e tutti i suoi amichetti. In ogni caso non ho tenuto il conto dei giorni che son passati dalle elezioni ma poco importa perchè tutti stanno ancora al loro posto e nessuno è caduto. Situazione osservabile sotto diversi punti di vista, questo è certo ma per quale motivo alimentare false polemiche è gufare contro tutto e contro tutti, con il rischio di cadere un dì in una tampa pazzesca? E’ diventata tutta una montatura di colpi bassi e conflitti di interessi, ormai il termine politica non ha più significato, è neutro, deve essere sostituito per ricominciare da capo, piuttosto con il nome di un fiore o di una pianta, chiamiamo i politici margherita e il parlamento ulivo… ah dimenticavo che questi li hanno già usati…piuttosto trovateli voi due soprannomi nuovi che quella specie di nuova satira possa utilizzare.

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Fair Play

Pubblicato da eccio su Dicembre 6, 2007

Non so se sia casuale o semplicemente una coincidenza ma questa mattina a scuola i bidelli hanno portato un foglio da appendere, un comunicato che incitava i giovani sportivi ad assimilare il concetto di fair play in una sorta di dieci comandamenti dell’etica sportiva.

Vuoi che lo spunto sia stato fornito dalle famose strette di mano alla fine della partita fiorentina inter? Probabile ma i nostri media hanno trasformato questo episodio in un successo a livello nazionale, come se nel resto del mondo e negli altri sport questo fosse fatto millenni. Peccato che si esattamente così e che forse non siamo mai stato in grado di notare lo scambio di maglie e le strette di mano fatte in altre partite di calcio disputato in Italia.

La domanda da porsi e se noi come al solito ci svegliamo tardi o se semplicemente all’occorrenza di correre ai ripari dopo figuracce internazionali mettiamo in risalto l’altra faccia della medaglia, che già era appesa al nostro collo.

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