A&P Community

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Archivio per Novembre 2007

Discrepanze militari

Pubblicato da eccio su Novembre 29, 2007

Accade ogni tanto di venire a conoscenza delle informazioni sui costi delle missioni di pace e sull’onerosità della guerra, si potrebbe pensare a novecento mila euro come il costo di una bella villa al mare dove vivere per tutta la vita invece no, quella è la spesa di un singolo missile Tomahawk, l’America li lancia quasi quotidianamente dal 1991. Ma questa è una baggianata, basti pensare che un bombardiere b52 costa poco più di due miliardi di dollari ed un suo bombardamento necessita una spesa di una manciata di milioni.

 Impossibile non dimeticarsi uno dei punti cardine dell’elezioni del governo attuale, “togliamo i soldati dall’Iraq” … (ma quando?!?!) , ebbene la finanziaria sui si contestava l’utilizzo del tesoretto prevedeva la modica cifra di 23,5 miliardi destinata alle spese belliche predisposte all’onorario dei soldati, all’acquisto dei missili e delle armi americane nonstante elicotteri e mine antiuomo siano rigorosamente “made in italy”, gli F35 e le fregate Fremm come prodotto di difesa nazionale insieme ai satelliti spia, i costi di supporto e le spese di organizzazione e gestione della permanenza delle forze di pace. Inutile dire a questo punto che il governo, furbo, si sia già portato avanti stipulando la cifra da destinare all’acquisto degli Eurofighter, 400 milioni per il 2007, 500 per il 2008, e per gli anni successivi le cifre tendono a superare il miliardo fino ad arrivare a coprire compretamente il bugget stimato di 5,4 miliardi.

Tante cifre e tante armi per la “moderne warfare”, la nuova frontiera del combatimento. Potremmo paragonare questa situazione alla pubblicità del kinder cereali “c’è sempre qualcosa dietro”, sì perchè questa volta il conflitto di interessi che si crea analizzando solo la situazione italiana è di discrete dimensioni nonostante sia una cosa intuibile e banale. Chi nel vecchio governo era a capo della “produzione” ora obbliga le aziende italiane a spendere per costruire armi e via via si ramifica il tutto. Poche considerazioni per un argomento sul quale si potrebbero dire tante parole e una sola etichetta “spendere meno grazie”.

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Casa e chiesa

Pubblicato da eccio su Novembre 28, 2007

Reinizio l’attività di blogger con la citazione di una notizia singola che ha però valore per molti. Forse inaspettatamente ci sono di mezzo i preti che tanto vogliono tenersi i loro piccoli immobili perchè affitati a poco …

Barricata nel suo appartamento di via Giulia, dietro Campo de Fiori nel cuore di Roma, Nancy l’ha scampata ancora. L’ufficiale giudiziario che le ha notificato l’ennesimo avviso di sfratto è arrivato da solo, senza la forza pubblica. Stasera avrà un tetto sotto il quale dormire. Domani, chissà. Nancy Elseberg è americana, ha 72 anni e una vita da cantante lirica alle spalle. Da oltre 40 anni vive a Roma in un piccolo appartamento preso in affitto dal Pontificio Collegio Armeno, proprietario dell’intero stabile di via Giulia. In 40 anni Nancy non ha mai sgarrato.
I preti armeni la sfrattano non per morosità, ma per finita locazione. Un appartamento al centro di Roma infatti è un tesoro inestimabile, vale molto di più dell’affitto pagato ogni mese da Nancy e per questo i porporati intendono cacciarla. Si chiama speculazione immobiliare.  Solo che stavolta a speculare non è un “palazzinaro” qualsiasi, bensì un ordine religioso che gode, come tutti gli enti ecclesiastici, dello sconto del 50% sull’Ires, la tassa sui redditi degli affitti.
Nello stabile di via Giulia Nancy non è l’unica sotto sfratto. Uno degli inquilini, stremato dalle pressioni dei porporati, si è già trasferito. Non ne poteva più dell’incubo dello sfratto. L’unico a non avere problemi coi preti armeni è Roberto Sciò, titolare dell’albergo “Il Pellicano” a Porto Ercole. Singolare coincidenza: due appartamenti al piano terra, dopo anni lasciati sfitti, sono passati da poco all’Hotel “St. George”, a due passi dallo stabile di via Giulia.
Una raffica di sfratti vaticani si sta abbattendo sulla capitale. A Roma Santa Sede ed enti ecclesiastici possiedono un palazzo su quattro. Chiese e luoghi di culto, certo. Ma anche alberghi, case d’accoglienza e appartamenti in affitto.

Ecco la Carità cristiana…

Domani tocca a Nadia, invalida, sfidare la roulette russa dello sfratto. Lei vive col marito in un appartamento a ridosso del Colosseo. Il proprietario dell’immobile è il Collegio Maronita “Beata Maria Vergine”. Per cacciare Nadia i Maroniti hanno chiesto l’uso della forza pubblica. Giusto per illustrare che cosa s’intende per carità cristiana.

da www.peacereporter.net          “

Ho filtrato in parte l’articolo per mettere in risalto le parti più importanti, fatto sta che i cari preti a Roma sono stati presi negli ultimi anni da raptus che portano allo sfratto paranoico. Chissà che non si trovi una cura alle loro malattie, a già, loro sono contro la ricerca medica …

Con questo articolo spero che passi un qualsiasi prete a leggere e magaria  lasciare un commento, speriamo questa frase sia accolta. :)

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Camera 11

Pubblicato da eccio su Novembre 25, 2007

Mi è stato diagnosticato il mese scorso il primo pnumatorace, dopo la cura mi hanno detto “al 70% ricapita e si deve operare” nonostante tutto sono andato a casa e per un mese si è comportato bene, fino a chè e voi penserete “correva e gli si è sgonfiato!”, dormendo pare si sia di nuovo afflosciato. Che fragilità, chissà che sogno ho fatto!?.

 In ogni caso l’intervento era da fare, almeno si sopprimeva il problema una volta per tutte (e qui mi tocco). Scendere in sala operatoria è strano, vieni portato a spasso per l’ospedale sul letto con il tuo grembiulino, mentre tutti ti guardano con aria sospetta. Arrivi all’ingresso e ti fanno accomodare su una specie di montacarichi da cui monti sulla barella da sala operatoria. Le hostess del posto ti assistono finchè non arrivi a destinazione e iniziano a prepararti. Ti mettono gli elettrodi, la placca metallica, gli strumenti per la pressione e le misurazioni varie, la flebo e dopo alcuni minuti dopo averti tolto i grembiulino ti piazzano la mascherina. Il sapore dolce dell’ossigeno comincia ad annebbiarti, intravedi la siringa bianca dell’anestesia che viene posizionata e appena l’anestesista preme il dito tu ti risvegli da qualche parte ad operazione già conclusa. Non ricordi nulla, non hai la cognizione del tempo che passa e butti all’aria frasi incomprensibili e balbettii strani. Dopo crolli inesorabilmente nel sonno.

Verso le 14 ti alzi, 6 ore dopo l’intervento, hai una strana pasta in bocca e non riesci a muoverti granchè, a mala pena le braccina. Hai sete e non puoi bere, hai fame e non puoi mangiare, arriva l’infermiera che ti mette la terza flebo, l’antidolorifico che ti appanna la vista e ti fa dormire un pò.

La sera e la notta sono soggette a continui smottamenti ma non riesci a capire il tempo ch passa e ti ritrovi al mattino seguente con la colazione pronta.

La settimana che segue è relativamente impegnativa, devi stare nel letto mangiare e impiegare il tuo tempo, del resto non puoi muoverti se non per 1 metro in ogni direzione. Nel frattempo ti informi su cosa ti hanno fatto, ti fai visitare e ti fai spostare in camera 11 perchè il tuo vicino palloncino non ti fa dormire di notte. Ti piazzano vicino alla finestra e tu aspetti la guarigione.

Finalmente arriva il momento della liberazione, ti staccano il bollitore, ti danno in mano la borsetta del drenaggio che esce dal tuo fianco sinistro e tu puoi camminare, esplorare la degenza e parlare un pò con i giovani e rompere le scatole alle studentesse. Nel frattempo ci stanno anche due patatite e una birra con l’amico di reparto, ma non ditelo in giro!.

Dopo dieci giorni sei clinicamente guarito, lastra in mano, drenaggio tolto e punti piazzati, quattro tre e due, nove punti per tre cicatrici da spiaggia.

Saluti tutti e tutti ti salutano…mmm… tanto ci vediamo fra na settimana …. !

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Ritorno

Pubblicato da eccio su Novembre 24, 2007

Ebbene eccomi qui di nuovo a casa a riscrivere sul blog. Non vi parlo ora della mia esperienza, magari domani vi butto già qualcosa di carino. Nel frattempo vi posso dire che sto abbastanza bene salvo qualche dolorino e qualche vibrazione strana, tutto sommato sono guarito dicono i dottori. Domani torno a scrivere un po e a scrivere un pò da voi.

Un caro saluto Eccio!

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“Format”o televisivo

Pubblicato da eccio su Novembre 20, 2007

Il fascino della televisione, la macchina insieme a cui generazioni di bambini ormai cresciuti sono andati a letto, è lievitata fino a divenire un categorico “format”. Se siete habitué di Affari tuoi o di Chi vuol essere milionario e vi trovate in un albergo della city londinese non dovete disperare, accendendo la televisione potrete guardare la versione inglese Deal or not deal and Who wants to be a millionaire. Di esempi simili potremmo farne a bizzeffe, dalla pupa e il secchione a le iene versione spagnola, l’isola dei famosi, il grande fratello e nessuno sa quanti altri siano già stati scritti su un copione.

I segreti del buon format sono tutti ripresi sulle “bibbie”: i libroni dello sceneggiato da cui ogni responsabile può cercare di illuminarsi. Ogni edizione deve essere particolare e ben indirizzata a seconda della cultura popolare e televisiva nazionale; fonti dicono che nel grande fratello italiano sia stata introdotta la figura del bullo, giusto per dare un calcio alla monotonia. Ci sono poi quelle trasmissioni che non vengono importate ma ricreate, ad esempio partendo da una bozza nasce Distraction, programma condotto da Mammuccari la domenica sera su Italia 1, canale che sa deliziarci con serie tipo Heroes e Prison Break e poi ci disgusta con tale format demenziale presentato dall’icona di  cultura moderna e da telegiornali impostati sulle prime pagine del gossip nazionale. Il buon fine della TV di farci andare a letto rilassati e allegri è ancora valido, ma se non siete desiderosi di coricarvi con un sapore amaro in bocca non vi resta che attendere Che tempo che fa oppure Zelig che, alla vecchia maniera, ripropongono collaudati comici (intramontabili?) come Antonio Albanese e Gioele Dix…

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Fasce nazionali

Pubblicato da eccio su Novembre 18, 2007

Finalmente è arrivata la tanto agognata qualificazione alle coppe europee da parte della nostra nazionale con la vittoria per 1 a 2 sul campo scozzese di Hampden Park. Tutta via l’occhio incredulo del tifoso classico, ultras della nazionale, osserva la fascia nera di lutto al braccio degli azzurri. Banda esibita in onore della morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, avvenuta nell’autogrill di Arezzo, pacifico sostenitore della squadra azzurra della capitale, nelle cui tasche del giubbotto sono state però ritrovate, secondo l’avvocato, delle piccole formazioni calcaree, definite concretamente dagli investigatori “pietre”. Che la realtà morale non ci venga a dire che le spranghe e i coltelli individuati nell’auto laziale e nei cespugli dell’area di sosta non fossero oggetti adibiti ad uso consuetudinario e solidale. Le testimonianze dei presenti si dividono sul fatto di aver osservato un pestaggio con ombrelli o con l’ausilio di bastoni.
Ad ogni modo la tragedia si è compiuta e il giovane Dj è diventato simbolo del martirio di una rivolta senza senso che si dissocia dalla morale sportiva. Alla funzione della vittima hanno partecipato un gran numero di persone, che si sono recate ad essa solo per fare presenza, probabilmente molti neanche lo conoscevano. I genitori chiedono giustizia e i tifosi la premeditano: ecco come un rito religioso viene inquinato dalla malasanità mentale che germoglia nelle ottenebrate menti dell’uomo italiano schiavo del concetto “sporco” di calcio. Sarebbe ora che fossero messi da parte i rancori e le cattive abitudini, fossero eliminate le possibilità di vedere armi vere o rudimentali nei campi sportivi, sarebbe giunto il momento di far capire di aver appreso la lezione, come ai mondiali abbiamo fatto vedere chi meritava la coppa.

“aggiornamento sulle mie condizioni, questa sera mi trovo un po’ dolorante dopo la sospensione della terapia per vena tuttavia  i dolori sono conosciuti e supportabili. Aspetto con ansia il mio ritorno alla normalità e alla lettura dei vostri blog, saluti Eccio”

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Processioni e processi

Pubblicato da eccio su Novembre 17, 2007

“Per iniziare vi aggiorno sulle mie condizioni ospedaliere…sono arrivato questa mattina e dopo aver fatto qualche esame mi hanno casualmente rimesso in stanza nel letto di mezzo.  Fin qua tutto bene, il primo giorno ho libertà di movimento, domani mattina passo invece con il biglietto numero uno per la sala operatoria. Su questo vi aggiornerò sabato, visto che domani non posso far altro che far postare qualcosa che scrivo oggi.”
Veniamo allora all’argomento del giorno.
Come voi tutti saprete presto si riapriranno i processi famosi vedi Erba, Franzoni e molti altri. Il popolo italiano adora farsi gli affari altrui, così da qualche tempo è iniziata la corsa ai botteghini per arraffarsi i posti in prima fila per l’udienza di tribunale.  Vere e proprie processioni di pensionati e nullafacenti che, per togliersi lo sfizio o semplicemente per trovare uno scopo alla loro esistenza monotona, accettano di fare la coda per guardare quella che a tutti gli effetti potrebbe essere una seduta noiosa. Pensare che con quattro euro vai al cinema su una poltrona imbottita e con tre monetine in più mangi anche i pop corn.
Giustamente i soggetti interessati alla sentenza, ma non all’assistere al processo, si domandano il perché, fosse un processo come quello di Al Capone o qualche super criminale potrebbe anche starci, ma di cause dubbie di probabili o conclamati assassini poco importa. Molto probabilmente la maggior parte delle persone leggerà o ascolterà giornali e televisioni per informarsi sul verdetto, il tutto comodamente seduti senza aver speso ore di tempo per correre su e giù da un’aula di tribunale.
- (Da Gerry60) Aggiornamento di sabato 17 mattina: Eccio sta bene, operazione fatta, decorso normale, oggi vado da lui e poi posto sue news. Saluti e grazie a tutti :)  

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Desaparesidos

Pubblicato da eccio su Novembre 14, 2007

In effetti non ho molte parole da dire, purtroppo mi devono nuovamente ricoverare per il mio polmone. Sì, si è sgonfiato ancora e quindi bisogna intervenire.

La cosa importante e che ho il portatile su cui scriverò le notizie che consegnerò a mio papà, che il giorno successivo posterà con il mio account qui sul blog, in modo da poter scrivere sempre qualcosa.

Mi spieace che non potrò passare sui vostri blog  a scrivere per un pò, spero che capirete :P ….

 Sarò desaparesidos per circa una settimana o piò o meno, diende dalla mia guardigione e dai dottori.

A presto Eccio.

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